Villa Cornaro - La Storia

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Cenni storici

Antiche e nobili famiglie Veneziane unite tra loro attraverso importanti matrimoni divennero proprietarie della Villa intorno l 1600; i Cornaro, i Grimani nel 1740 ed infine i Morosini nel 1787.

Nel 1620 la Contessa Ginevra Cornaro donò alla comunità di Santo Stefano un terreno di fronte alla villa per costruirvi la chiesa del paese con la clausola obbligatoria di celebrarvi delle messe.
È ancora visibile un’iscrizione all’interno della Chiesa che ne racconta l’episodio.

Secondo l’usanza tardo rinascimentale la famiglia Cornaro, illustre e antichissima famiglia veneziana, fece costruire la Villa nei suoi possedimenti di terraferma della campagna veneta come luogo di rappresentanza e residenza estiva. Probabilmente l’utilizzo era questo data la mancanza dei rustici e la presenza di una cappella privata. Del luogo di culto oggi rimane solamente una stanza al pianterreno dal soffitto affrescato. Il dipinto rappresenta il Padre Eterno nell’atto di creare il Sole e la Luna in una prospettiva aperta verso il cielo.

I Cornèr o Cornaro furono una delle famiglie patrizie più ricche e influenti della Repubblica di Venezia. I Corner diedero alla Repubblica numerosi uomini d’arme, alti prelati, letterati e politici, tra i quali spiccano quattro dogi. Annoverano inoltre due donne di rilievo nella storia: Caterina Cornaro, la Regina di Cipro e Figlia adottiva della Repubblica ed Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, la prima donna laureata al mondo.

Tra i personaggi importanti amici e ospiti illustri della famiglia Grimani, si notano il famoso commediografo Carlo Goldoni, che scrisse nel 1750 una poesia per le nozze dell’amico Giovanni Grimani con Caterina Contarini e il pittore Pietro Longhi che li ritrasse nel 1751 nel celebre quadro del “Rinoceronte”. I Morosini possono vantare quattro dogi tra cui spicca il doge Francesco detto il Peloponnisiaco, un famoso condottiero e tre dogaresse. La stessa famiglia diede i natali ad una regina d’Ungheria e a una di Serbia.

Donne famose tra le nobili in Villa

Caterina Cornaro Regina di Cipro

Caterina Cornaro (in veneziano Caterina Cornèr) nacque a Venezia nel 1454 da antica e nobile famiglia.  
Fu educata a Padova e divenne famosa per la sua bellezza.
Caterina fu prescelta tra le donne più in vista della Serenissima come sposa del re di Cipro e di Armenia Giacomo II di Lusignano, che sposò per procura il 30 luglio 1468. Le fu attribuito dal Senato veneto l’appellativo di “Figlia adottiva della Repubblica”, onore mai tributato a nessuna donna prima di lei. Dopo la morte del marito, a seguito di numerose congiure fu costretta ad abdicare e tornò a Venezia. Dopo un’accoglienza trionfale fu nominata Signora di Asolo conservando anche negli atti ufficiali il titolo e il rango di regina. Caterina richiamò alla sua corte ad Asolo artisti e letterati, tra cui Giorgione, Lorenzo Lotto, Pietro Bembo, che qui ambientò Gli Asolani.

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Elena Lucrezia Cornaro Piscopia

Nobile veneziana, nel 1678 raggiunse un traguardo riservato fino ad allora agli uomini: la laurea. Fu la prima donna laureata al mondo. Una donna che sfidò le convenzioni e la mentalità di un’epoca riscattando la condizione femminile. Sempre sostenuta dal padre, uomo diplomatico e d’affari, amante della cultura, con pochi pregiudizi, che ambiva per lei traguardi importanti, come la laurea. Elena, lo sapeva, avrebbe rischiato lo scandalo, ma la mattina del 25 giugno 1678, dopo la dissertazione su un testo di Aristotele, divenne “magistra et doctrix philosophiae”, prima donna laureata al mondo. Anche a lei, come ai suoi colleghi uomini, vennero consegnate le insegne dottorali: il libro, simbolo della dottrina, l’anello per rappresentare l’unione con la scienza, il manto di ermellino, emblema della dignità dottorale e infine la corona d’alloro, simbolo del trionfo.

Morosina Morosini

Morosina Morosini (1545 – Venezia, 22 gennaio 1614) fu dogaressa della Serenissima Repubblica di Venezia dal 1595 al 1605 come consorte del doge Marino Grimani. È ricordata soprattutto per la sua cerimonia di incoronazione, avvenuta nel 1597, la più solenne di tutte le incoronazioni delle dogaresse. Il dogato di Grimani fu uno dei più sontuosi e, ricordata dalle fonti, è la cerimonia di incoronazione a dogaressa di Morosina, la più solenne e scenografica nella storia della Repubblica di Venezia. Il 4 maggio del 1597, accompagnata da un solenne corteggio di quattrocento gentildonne, Morosina ricevette nel Palazzo di San Luca i maggiorenti della Serenissima. Indossava un prezioso abito di seta d’oro ricamato d’argento, con un gran manto e il corno ducale della stessa stoffa, da cui partiva un lungo velo di seta bianca finissima, mentre sul petto portava una croce di diamanti. Dopo aver giurato in base ai termini della Promissione ducale, distribuì le oselle con la sua effigie. Si imbarcò quindi sul bucintoro agghindato a festa insieme ai magistrati e alle damigelle e, scortata da altre imbarcazioni più piccole, attraversò il Canal Grande.